Il metodo
Comprendere ciò che ti muove. Riequilibrare ciò che ostacola. Orientare le risorse verso ciò che vuoi realizzare.
Il mio lavoro non parte dalla tecnica. Parte dalla persona.
Nel corso degli anni ho studiato e utilizzato strumenti differenti perché persone diverse, e persino momenti diversi della stessa persona, possono richiedere lavori molto differenti.
Per questo non applico un protocollo identico a tutti. Cerco innanzitutto di comprendere come funziona la persona, quale momento sta attraversando e quali sono le priorità reali del suo sistema. Solo successivamente scelgo gli strumenti più adatti.
L’obiettivo non è intervenire indiscriminatamente su tutto, ma creare progressivamente chiarezza, ordine e capacità di risposta, affinché le risorse della persona possano tornare disponibili e orientarsi nella direzione desiderata.
1. Comprendere
Prima di intervenire, capire.
Una difficoltà visibile non sempre indica il punto da cui è utile iniziare.
Per questo il primo passaggio consiste nell’osservare la persona nel suo insieme e cercare di comprendere che cosa sta accadendo, dove si trovano le priorità e quali elementi possono essere collegati fra loro.
A seconda della situazione posso utilizzare l’analisi energetica, il Motore del Tema Natale, la lettura dei cicli astrologici o altri strumenti di approfondimento.
Non servono per accumulare informazioni. Servono a costruire una mappa.
Una buona mappa permette di distinguere ciò che è centrale da ciò che è secondario e di evitare di lavorare alla cieca.
2. Riequilibrare
Prima del lavoro mirato può essere necessario recuperare una base.
Quando una persona arriva molto stressata, affaticata o energeticamente congestionata, lavorare immediatamente su un singolo problema può non essere la scelta migliore.
Il sistema può aver bisogno prima di recuperare ordine, vitalità e capacità di risposta.
Per questo, quando necessario, parto da un lavoro generale di riequilibrio.
Non significa trattare tutto indiscriminatamente. Significa creare condizioni più favorevoli perché il lavoro successivo possa diventare più preciso e meglio tollerato dal sistema.
3. Lavorare sulle priorità
Una volta creata la base, il lavoro diventa mirato.
A questo punto non esiste una tecnica scelta in anticipo.
In funzione di ciò che emerge posso utilizzare BBE, Evolution, Regia Interiore o altri strumenti sviluppati e acquisiti nel corso degli anni.
Il criterio rimane lo stesso: individuare ciò che in quel momento richiede maggiore attenzione e lavorare lì.
Il lavoro può interessare aspetti energetici, emotivi, forme-pensiero, dinamiche personali e relazionali o altri livelli previsti dai diversi metodi utilizzati.
4. Osservare ciò che cambia
Il lavoro non termina quando finisce la seduta.
Ciò che avviene durante il percorso va osservato.
Possono cambiare sensazioni, reazioni, comprensioni e modalità di rapportarsi alle situazioni, oppure può diventare evidente un livello più profondo sul quale lavorare.
Per questo considero importante procedere per strati, senza forzare. Ogni passaggio fornisce nuove informazioni.
5. Diventare progressivamente autonomi
La padronanza non consiste nel dipendere per sempre da un operatore.
Una parte importante del mio lavoro consiste nel mettere la persona, quando lo desidera, nella condizione di acquisire strumenti da utilizzare autonomamente.
Regia Interiore rappresenta un primo livello accessibile di lavoro consapevole su di sé.
BBE permette di apprendere un lavoro energetico più strutturato e preciso.
Evolution ne approfondisce ulteriormente le possibilità.
Il Laboratorio di Padronanza nasce invece per mantenere vive le tecniche attraverso pratica, confronto e formazione continuativa.
Comprendere
Riequilibrare
Lavorare sulle priorità
Osservare
Padroneggiare
Non utilizzare più tecniche. Utilizzare meglio ciò che serve, quando serve.
Il Guaritore Interiore
Risvegliare l’intelligenza che già esiste
Alla base del mio approccio c’è la convinzione che nell’essere umano esista un’intelligenza profonda capace di coordinare le diverse funzioni dell’organismo e delle strutture energetiche.
La chiamo Guaritore Interiore.
Il lavoro energetico non pretende di sostituirsi a questa intelligenza, ma cerca di creare condizioni favorevoli perché possa esprimersi con maggiore efficacia.
Per questo non considero l’operatore colui che “guarisce” la persona. L’operatore osserva, facilita, riequilibra e sostiene un processo che appartiene alla persona stessa.
Navigare dentro di sé significa imparare a riconoscere la propria mappa, liberare ciò che ostacola il movimento e utilizzare con maggiore padronanza le risorse disponibili.
Padronanza dentro. Realizzazione fuori.
